"Passando per Trento"

di Francesca Torelli

Gia' durante il Medioevo nel duomo di Trento il canto del coro veniva concluso dal suono delle campane. I tempi del lavoro dell’uomo si basavano sul suono delle campane. Quel suono scandiva i ritmi giornalieri della popolazione come una punteggiatura della vita. Al tempo stesso era un elemento musicale primo ed essenziale, dal quale certo non prescindevano i musici del luogo.
I rintocchi si arrestavano alle pareti delle montagne che circondano Trento, quasi a ricordare che la città era raccolta e custodita dai suoi monti.

Le campane hanno continuato a suonare nei secoli, costituendo forse l’elemento musicale rimasto più costante. In questa registrazione le campane non sono presenti - se non per un brano non casualmente dedicato alla figura del campanaro - ma abbiamo voluto ricordarne la presenza nella vita trentina, perché questa evocazione sonora accompagni l’ascoltatore ad immergersi nello spirito del luogo. Lo spirito di una città piccola, ma culturalmente dinamica. Molto legata alla religione e alla Chiesa, che in certi momenti ha conferito alla città un ruolo di primo piano storico e artistico.

Nel passato Trento, trovandosi su un'importante via di comunicazione con la Germania, e' stata luogo di transito o di breve impiego per molti musicisti.
Dal Medioevo fino all'eta' napoleonica la città è stata governata dai principi-vescovi.
Questi non mantennero generalmente un organico musicale con attività continuativa.
Solo alcuni dei vescovi tennero a servizio un gruppo di musicisti.
In particolare durante i principati di Bernardo Clesio e Cristoforo Madruzzo, entrambi nel Cinquecento, le arti conquistarono maggior considerazione.
Fino al '500 in città ci fu una prevalenza di musicisti di area germanica, mentre dagli anni di Clesio (1514-39) si assistette ad un primo avvicinamento del principato alla civiltà rinascimentale italiana. Considerando un arco di tempo molto più ampio, se è mancata in parte la vita musicale di corte, la Cappella musicale del Duomo è stata invece il fulcro dell'attività musicale cittadina fino a tutto il Settecento.
Non manca però anche il versante profano: la musica e la danza nei castelli sono documentate negli affreschi fin dal Trecento.

Nel complesso, non ci è pervenuta moltissima musica trentina dell’epoca compresa tra Medioevo ed età industriale; abbiamo però un documento eccezionale, costituito dai Codici Trentini.
Si tratta di sette volumi contenenti musica del ‘400 riscoperti a Trento alla fine dell’ ‘800.

I Codici costituiscono ad oggi la fonte più ricca in assoluto di musica europea quattrocentesca. Nell'insieme contengono 1864 composizioni. Moltissime, se si pensa che gli altri codici quattrocenteschi europei più importanti ne contengono da 100 a 300 ciascuno.
Essi presentano prevalentemente musica polifonica sacra, con testi latini, francesi, tedeschi, italiani e inglesi. La più vasta antologia musicale internazionale dell'epoca!
Dei Codici Trentini presentiamo qui tre brani, in versione per strumenti a fiato e percussioni.

A partire dal XIII secolo nel Trentino si diffusero le confraternite dei Flagellanti, che ci hanno lasciato i testi di varie laude religiose; quasi certamente esse venivano cantate, come attestato in altre zone. Le laude trentine ci sono però pervenute senza musica.
Tra queste, Chi vuole lo mondo despresiare presenta un testo di forte impatto, che ne ricalca un altro contenuto nel Laudario di Cortona, dove e' corredato dalla melodia. Lo proponiamo qui con testo trentino e musica dal Laudario.
Un’altra lauda trentina dal testo molto toccante è la lauda-passione di Castel Campo Pasio Domini nostri Jesu Christi, un testo del 1406 conservato all’Archivio di Stato di Trento.
Il titolo è in latino, ma il testo è in un italiano dialettizzante. Mi ha colpito non solo per la sua intensità, ma anche perché è molto simile ad un altro brano-passione spagnolo anonimo della stessa epoca. La passione trentina ci è pervenuta senza musica e ho pensato quindi di incastonarla nella musica della passione spagnola, tratta dal Cancionero de Palacio.

Nella storia di Trento l’evento più ricordato è il Concilio, che si svolse dal 1545 al ’63.
Alcuni provvedimenti del Concilio riguardarono la musica: al compositore romano Giovanni Pierluigi da Palestrina venne affidato il compito di redigere una nuova edizione della musica liturgica che rispettasse i dettami del Concilio.
Durante il Concilio, a Trento vennero eseguite le musiche di vari compositori, e nella fase finale furono eseguite anche musiche di Palestrina. Presentiamo qui in veste strumentale due suoi mottetti a quattro voci, esemplari in quanto a purezza, interiorità ed essenzialità del linguaggio musicale.

Nel 1547 Trento festeggia la vittoria imperiale di Muhlberg. Per l'occasione il letterato di corte di Leonardo Colombino scrive un Trionfo tridentino in versi in cui leggiamo:
Chiuse le porte ecco liuti e cetre / Flauti e viole, e simili stromenti,
Con dolcezza che i cori a tutti spere / Alle carole invitano le genti.

E’ una delle tante testimonianze letterarie che documentano la diffusione di festeggiamenti musicali a Trento in quell’epoca e ci mettono al corrente sugli strumenti in uso.
In quello stesso anno il liutista Simon Gintzler dedica al Madruzzo il suo primo libro di composizioni per liuto. Di Gintzler ascolterete il Ricercare Quinto, tratto appunto dalla sua intavolatura di liuto, pubblicata a Venezia, in cui egli si dichiara ufficialmente "musico del Reverendissimo Cardinale di Trento”.
Madruzzo aveva inaugurato una vita di corte opulenta, specie nell’arte, sul modello delle grandi corti italiane del momento.
Un altro compositore che lavorò per lui fu il bergamasco Antonio Scandello, che in seguito fu “donato” da Madruzzo al duca di Sassonia, e portò a grande fama la cappella musicale di Dresda. Di Scandello presentiamo qui due villanelle alla napoletana, Bona sera e Sta-notte me sonnai, tratte da una sua raccolta pubblicata nel 1566.

Della musica seicentesca trentina ci sono pervenuti pochi manoscritti, tra cui uno di intavo-lature per liuto e un altro di sonate per archi e basso continuo, entrambi conservati alla Biblioteca Comunale di Trento e precedentemente appartenuti alla famiglia trentina Thun. Del volume per liuto, databile alla prima metà del Seicento, abbiamo incluso nella registrazione una Corrente (siglata V.B., quindi forse del compositore bolognese Vincenzo Bernia) e la danza anonima Il campanaro trasposta per ensemble.
I brani per due violini e basso continuo costituiscono una suite sul tema della battaglia.
L’indicazione “le nacchere” all’inizio della suite e gli stilemi di scrittura usati ci hanno invogliato a inserire le percussioni nell’organico.

Infine, come nei precedenti cd della collana Futuro Antico, abbiamo dato spazio anche a brani di tradizione orale. Parte della musica popolare trentina è costituita dai cosiddetti “canti della Stella”, brani natalizi ancora oggi cantati. Questi canti hanno un’origine antica: derivano dalla raccolta Sacri canti di Giambattista Michi di Fiemme, pubblicata a Trento verso il 1690. A sua volta la stampa di Michi probabilmente rifletteva una tradizione più antica e consolidata. Ho scelto un brano noto in diverse versioni, anche in altre regioni: Oggi è nato un bel bambino. Di questo presentiamo una versione trentina tradizionale e un’altra contenuta in una raccolta fiorentina di Matteo Coferati del 1689. I due testi sono molto simili e testimoniano ancora una volta l’ampia diffusione dei canti di tradizione orale nella penisola, an he con impiego di melodie diverse come in questo caso.

Tracklist & Testi

1. Anonimo: Grates nunc omnes, dal Codice Tr 93 (strumentale)
2. Anonimo: Chi vuole lo mondo despresiare
3. Simon Gintzier: Ricercar Quinto per liuto (strumentale)
4. Antonio Scandello: Stanotte me sonnai 'na vidovella
5. Giovanni Pierluigi da Palestrina: Sicut cervus (strumentale)
6. Anonimi: Està la Reyna del cielo / Lauda del Castel Campo
7. Anonimo: O beata beatorum, dal Codice Tr 87 (strumentale)
8. Giovanni Pierluigi da Palestrina: Super flumina Babilonis (strumentale)
9. Anonimo: Laudo vinum, dal Codice Tr 92 (strumentale)
10. Anonimo trentino: Oggi è nato un bel bambino
11. Anonimo: Corrente per liuto (strumentale)
12. Anonimo: Il Campanaro (strumentale)
13. Antonio Scandello: Bona sera
14. Anonimo: La Arma (strumentale)
15. Anonimo: Balletto (strumentale)
16. Anonimo: Gagliarda e corrente (strumentale)
17. Matteo Coferati: Oggi è nato un bel bambino



CHI VOLE LO MONDO DESPRESIARE
Testo: Tononus de Leporibus, 1526

Chi vole lo mondo despresiare
Sempre la morte de’ pensare.
La morte è dura e fera e forte
Rompe li muri e spezza le porte
E l’è così come una sorte
Che niuno homo la pol scampare.

Papa cum gran imperatore,
Gardinali e grandi signori,
Iusti e santi e peccatori
Fa la morte risguardare.

Contra la morte non vale fortezza,
Sapiencia, neanche ricchezza:
Torre et palaci et grande grandezza
Tute le fano arbandonare.

L’homo ch’è richo sie inasiato,
Como nasuto e molto mato,
Ch’el non se vole remendare
Quel pecador de suoi peccadi.



STANOTTE ME SONNAI 'NA VIDOVELLA

Stanotte me sonnai ‘na vidovella,
Parea che mi venisse a risveliare
Con dir che si voleva confessare.



LAUDA DI CASTEL CAMPO
"PASIO DOMINI NOSTRI JESU CHRISTI"

Testo: Niccolò di Campo, ca 1400

Planzé coi ocli e col bon cor
la pasiò del Salvador

Planze la Vergene Maria
del gran dolor che la donna aveva
del so fiolo ch’ella veeva
tradì da Iuda traditor.

Fiolo meo delichà,
Iuda traditor si v’a enganà
per trenta diner che el va dà
inter le mano dig pecator.

Planze la Vergene Maria
del gran dolor che la donna aveva
del so fiolo ch’ella veeva
star sula crose con do ladrò.

Chè no planzevo, zento dura?
Planze lo sol, morì la luna,
tutto lo mondo s’enscura
e la tera ven en gran tremor.

Chè no planzevo, zento amara,
voi che savé amor de fanti?
Sel nol savé or l’emprendé
quant’è el dolor che sta al me cor.

O zent, c’andà per me’ la via,
vegnì, vedé sto dolor meo
del me fiolo, come l’ave morto
a tort per dar a vo’ salvaciò.

Quand veno in l’ora de la prima,
el ghe fo data la deseplina:
et una vena sei a versò
el sango in tera a gran furor.

Et quand vein l’ora de la terza,
el ghe fo data la deseplina:
i vol che i mora senza intenciò
suso la crose con do ladrò.

Quand el vene l’ora de la sesta
el Signor Deo inclina la testa,
clama san Zoano el evangelista:
“Eo te recomando la mader mia”.

Quan el vene l’ora de la nona
el Signor Deo crida ad alta vos
el diso che l’era consumà
quel che ‘l profeta profetizà.

El diso che l’era consumà
quel che ‘l profeta profetizà:
querit da bever, el ghe fo dà
fel el aseto destemperà.

Deo gratias, amen.



OGGI E' NATO UN BEL BAMBINO
Testo dai Sacri canti di Michi di Fiemme
Trento, ca 1690

Hoggi è nato un bel bambino
dolce, soave e Re divino.
Hoggi è nato il Re del Cielo,
Sol per nostro amor e zelo,
E comincia a patir gielo,
Così piccioli figliolino.

Nella stalla oggi ne nasce,
e rivolto in panni e fasce,
Poi la madre il nutre e pasce,
co’l suo petto colombino.

Non chiamate più Profeti,
Patriarchi state quieti,
Voi Gentili state lieti,
Che a voi dato è il parvolino

Qui Gioseppe in braccio il prende,
A Maria poi lo rende,
Si che ognun di lor contende
Di bacciar quel Figliolino.

Dalle mandre usciron fuori
Certi semplici pastori,
Portar cacio, frutti e fiori,
Con un piccioli Agnellino.

Disse il primo o Figliol bello,
T’ho portato nel mantello,
Dalle mandre quest’ agnello,
E di Cassio un cestellino.

Indi tutto consolato
Disse: o mio Signor beato,
Noi vogliamo prender commiato
Perché già fatt’ è il mattino.



BONA SERA

Bona sera, come stai, core mio?
Da l’altro jorno non t’aggio veduta.
I’ t’agio conosciuta di lontano.
Adio signora, toccami la mano.



OGGI E' NATO UN BEL BAMBINO
M. Coferati, Firenze, 1689

Oggi e' nato un bel bambino
Huomo e Dio, Verbo divino.
Dalle mandre uscirono fuori
Certi semplici pastori,
E gli offriron frutti e fiori
E formaggi e latte e vino
Oggi…

Vengon poi tre Re potenti
Le primizie delle genti
Gli occhi avendo al ciel intenti
Fin dal lido Levantino
Oggi…

Stava il Re degli alti chiostri
In quest'altri alberghi nostri
Ed invece d'ori ed ostri
Il copria povero lino.
Oggi...

Cosi' posto in tale stato
Dai Re Magi fu trovato
Il Divin Verbo incarnato
Dal ciel fatto a noi vicino
Oggi...

Ensemble Scintille di Musica

L’ensemble SCINTILLE DI MUSICA è stato fondato da Francesca Torelli nel 2001 e si dedica all’interpretazione della musica rinascimentale e barocca, in particolare italiana. Nel 2002 ha registrato il cd “Mantova: la musica alla corte dei Gonzaga” per la EMI con la voce di Angelo Branduardi. I componenti dell’ensemble suonano con strumenti storici, appropriati all’epoca e al contesto della musica eseguita. Il nome Scintille di musica è riferito al titolo di un trattato musicale cinquecentesco. Tutti i componenti dell’ensemble hanno un’intensa attività concertistica e discografica.

La collaborazione tra Angelo Branduardi e Scintille di Musica è continuata con la registrazione di: Futuro Antico IV: Venezia e il Carnevale (2007); Futuro Antico V: Musica della Serenissima (2008); Futuro Antico VI: Roma e la festa di San Giovanni (2009); Futuro Antico VII: Il Carnevale romano (2010), tutti con musica di autori italiani del Cinque e Seicento e musica antica di tradizione orale.

Armando Franceschini

Aver potuto partecipare alla registrazione di questo nuovo disco di Angelo Branduardi è stato per me motivo di grande orgoglio. Avevo già avuto la possibilità di realizzare altri tre lavori nell’ambito del suo progetto Futuro Antico; stavolta, però, tutto ha preso un significato particolare, non solo musicale. Mi sento ancora più coinvolto perché si tratta di musiche scritte nell’ambiente trentino.
Ci sono almeno tre momenti storici importantissimi per noi trentini legati alla musica e vissuti nella nostra terra. A Trento, presso il Castello del Buonconsiglio, sono presenti i famosi Codici Musicali, che contengono pagine e pagine di splendida polifonia. Molte composizioni sono anonime ma altre scritte da autori noti e di gran successo tra il 1300 e il 1400.
Un vero e unico patrimonio che tutti ci invidiano.
Il secondo momento, non meno importante, è rappresentato dal Concilio. Le sorti della musica sacra sono state legate sempre a questo evento. E’ sufficiente pensare a musicisti come Giovanni Pierluigi da Palestrina e alla sua Messa Papae Marcelli, e soprattutto al fiammingo Jakobus de Kerle, musicista vissuto a Trento in quegli anni e autore proprio delle Preces pro Concilio, perfettamente in linea con le regole e i dettami stabiliti dalle sedute conciliari.
Un terzo momento, più recente, è legato alla vita e alle musiche del trentino Francesco Antonio Bonporti, che visse tra il 1600 e il 1700 e dà tutt’oggi il nome al nostro Conservatorio. Per capire il suo spessore, basti pensare che fino agli inizi del 1900 alcune sue invenzioni erano state attribuite a Johann Sebastian Bach. Solo la scoperta che queste opere erano antecedenti alla nascita di Bach hanno dato il giusto rilievo alle capacità creative di Bonporti.
Nel disco di Angelo non ci si limita però solo a queste cose. Rivivono anche autori e composizioni altrettanto importanti. A Trento son passati diversi musicisti come Giovanni Contino, maestro di Luca Marenzio; il compositore Antonio Scandello, il liutista Simon Gintzler ed altri ancora. Numerose opere sono state poi cercate e trovate nella Biblioteca di Trento e nell’Archivio di Stato da Francesca Torelli.
Sono davvero felice e onorato di aver dato il mio contributo alla realizzazione di questo disco. Non avrei mai pensato di poterlo fare; il mio ringraziamento di cuore va perciò ad Angelo Branduardi e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del progetto.

Provincia di Trento

La Provincia autonoma di Trento possiede uno dei patrimoni più importanti di musica antica vale a dire i Codici musicali trentini del Quattrocento e i libri liturgico-musicali (secc. XIII–XVIII) che appartengono al lascito dello studioso musicologo Laurence K. J. Feininger.

Questo corpus musicologico di straordinaria importanza presenta una rilevanza eccezionale e unica per lo studio della musica sacra e della liturgia e, per la presenza di numerosi incunaboli e cinquecentine e altri libri aventi caratteristiche di rarità e di pregio, costituisce una collezione importantissima anche per la storia della stampa.
Le due straordinarie raccolte bibliografiche, uniche al mondo, sono conservate insieme al Castello del Buonconsiglio di Trento.

Questo patrimonio ha incontrato l’interesse del Maestro Angelo Branduardi che valorizzerà i contenuti dei Codici musicali trentini attraverso il progetto “Futuro Antico trentino” a cui la Provincia di Trento ha aderito con convinzione. È un progetto, questo, che intende ridare forza vitale ai brani dei codici musicali quattrocenteschi mettendo al centro l’energia e l’attualità di questo patrimonio internazionale.

Le esecuzioni, a cui parteciperanno anche autori e complessi trentini, saranno eseguiti rigorosamente con strumenti originali dell’epoca.
È un modo questo intelligente di valorizzazione patrimoni musicali importanti e farli conoscere anche al grande pubblico attraverso la passione e l’arte di un grande artista come Angelo Branduardi.

Tiziano Mellarini
Assessore alla Cultura
Provincia autonoma di Trento

Castello del Buonconsiglio

Sede dei principi vescovi fin dal 1255, il Castello del Buonconsiglio di Trento è il più importante monumento storico-artistico della regione. All’antica fortezza medioevale, Castelvecchio, ingentilita da una raffinata loggia, si aggiunse nel Cinquecento il Magno Palazzo, una delle più sontuose residenze rinascimentali d’Italia. Gli ambienti sono decorati con splendidi affreschi di Girolamo Romanino, Dosso e Battista Dossi, Fogolino e stucchi di Zaccaria Zacchi. Torre Aquila custodisce il celebre ciclo dei Mesi, grandiosa e realistica immagine della vita del mondo feudale alla fine del Medioevo, venne dipinto intorno all'anno 1400 su commissione del principe vescovo Giorgio di Liechtenstein da un artista di origine boema, il pittore Venceslao, che i documenti accertano presente a Trento nel 1397. Il ciclo è una delle testimonianze più rare e preziose della pittura gotica di tema profano: l'eleganza delle figure e l'accuratissima raffigurazione del paesaggio si fondono in modo mirabile con una straordinaria capacità descrittiva delle attività umane, sia della nobiltà che dei ceti popolari: soprattutto il lavoro dell'uomo - rappresentato dalle molteplici attività di contadini, cacciatori, artigiani e boscaioli – viene documentato con una precisione e con una umana partecipazione che non hanno eguali nella pittura medievale in Europa. Nelle sale del primo piano di Castelvecchio si trova la sezione egizia, il Lapidario, la sezione archeologica, la collezione di stufe, mentre nelle sale rinascimentali sono esposti pregevoli dipinti, bronzetti, sculture in legno.

Crediti

FUTURO ANTICO VIII
“Musica alla corte dei Principi Vescovi”
Dai codici Trentini alla musica di tradizione orale

ANGELO BRANDUARDI
Voce

FRANCESCA TORELLI
Direzione, liuto

ENSEMBLE SCINTILLE DI MUSICA
Francesca Torelli, direzione, liuto
Gian Andrea Guerra, Aki Takahashi, violini
Stefano Vezzani, bombarda, flauti
Marco Ferrari, flauti, bombarde, zampogna
Rosita Ippolito, viola da gamba
Luca Bandini, violone
Maria Luisa Baldassari, cembalo
Fabio Tricomi, viella, percussioni

Prodotto da Angelo Branduardi
Direzione Artistica: Francesca Torelli
Direzione della Registrazione: Angelo Branduardi, Francesca Torelli, Maestro Armando Franceschini

Registrazioni effettuate nel mese di Aprile 2014 presso Over Studio – Cento (FE) e Studio dell’Angelo – Bedero Valcuvia (VA)

Ingegnere del suono: Gabriele Rocchi

Mixaggio effettuato nel mese di Aprile 2014 presso lo Studio dell’Angelo – Bedero Valcuvia (VA)

Ingegnere del suono: Maurizio Biancani

Mastering effettuato nel mese di Aprile 2014 presso Fonoprint – Bologna

Ingegnere del suono: Maurizio Biancani

Business and Legal Affair:
Ufficio Legale Avv. Vittorio Costa e Associati
Bologna, via Azzo Gardino 54
Info: s.leg.avv@vittoriocosta.it

Produzione live:
W Edizioni S.r.l. - Via Roma 99/B1
38083 Condino (TN)

Opera realizzata con il supporto di Regione Trentino Alto Adige, Provincia Autonoma di Trento e Trentino Sviluppo.

In copertina: Ciclo dei Mesi di Torre Aquila, particolare del Mese di giugno. © Castello del Buonconsiglio, Trento”

La produzione ringrazia: Armando Franceschini per la preziosa collaborazione, Giuliano Dell’Eva, Livia Rossi e tutti i collaboratori della Regione Trentino Alto Adige, Claudio Martinelli, Gloria Preschern e tutti i collaboratori della Provincia Autonoma di Trento, Roberta Mabboni e tutti i collaboratori di Trentino Sviluppo, Franco Marzatico e tutto lo staff del Castello del Buonconsiglio, La Direzione e la Presidenza del Conservatorio di Trento, Danilo Curti e Francesco Morana, Fausto Bonfanti, il Centro Santa Chiara, Sergio Sparano e tutte le persone che hanno contribuito a rendere possibile la realizzazione di questo progetto.

Website: Michele Laurent

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