"Negli
ultimi anni si è molto parlato della crisi della musica
occidentale, tanto che questa viene ormai considerata
cosa scontata. Lo straordinario progresso della musica
tonale ed il suo raffinato tecnicismo hanno portato ad
un punto morto: ci si muove all'interno di una struttura
musicalmente organizzata che non permette fughe in
avanti. "Ancora tanta bella musica ci sarebbe da
scrivere in do maggiore" disse Schònberg alla fine della
sua vita ed è sicuramente vero, ma è proprio quel do
maggiore la gabbia che ci fa apparire tutto come già
sentito. Questo disco è stato fatto per allegria, da
amatori, perché è vero che l'alfabetismo e l'espressione
musicale più immediata, popolare, emozionale e
liberatoria, sono inversamente proporzionali. Siamo
partiti da un passato lontano e antimoderno là dove si
suonava per la nascita e la morte, per la gioia e il
dolore e per tutti i piccoli e grandi fatti della vita,
in un mondo egualmente teso verso il sacro e il profano,
in una profonda unità, di carne e spirito. Abbiamo
ucciso i Conservatori di musica per ripartire dal
mistero più lontano ed appassionante: "la musica è
l'essenza del cielo e della terra" e questa essenza
l'abbiamo succhiata dalla vita come fa il ragno con la
sua preda. Siamo tornati selvaggi e bambini per la
vostra allegria; e che questo passo indietro sia il
primo di cento passi avanti. Il nostro passato sarà
così, il nostro futuro: Futuro Antico."
Angelo Branduardi